Chi siamo

Da dove sono partito, ovvero dove “ero” prima di aprire questo blog:

mi sono fatto un’abbuffata di tecnologia deviando stranamente nello studio della psicologia cognitiva e della sociologia.

Cosa credo che accadrà tra brevissimo, ma soprattutto quale è la domanda che mi sono posto in continuazione dopo l’escalation dei social media e del marketing digitale:

Quale è il futuro della comunicazione?

Innanzitutto è comprensibile da tutti che i social media riguardino la sociologia e meno la tecnologia della quale se ne da per scontato l’utilizzo e quindi la conoscenza.
È un mashup di media nuovi e tradizionali che abbraccia tutta la pubblicità, PR, servizio clienti, marcom, vendite e relazioni con la comunità.
Per avere successo ora e in futuro, quindi, è necessario colmare il divario tra i primi utenti e tutti gli altri.

Ora, siamo in una fase “di conversazioni” ed in questa fase i migliori comunicatori iniziano sempre come ascoltatori. Poi si inizierà a comunicare.

È qui che prende forma il futuro delle comunicazioni.
L’ascolto è marketing.
La partecipazione è marketing.
I media sono marketing.
Le conversazioni sono marketing.
I commenti sono marketing.

Sono affermazioni piuttosto forti, lo so, ma sono l’essenza del futuro del marketing. Combinano marketing tradizionale, marketing conversazionale, marketing partecipativo e, soprattutto, la capacità di avere successo in relazioni dinamiche con più mercati.
Iniziamo a capire chi è il responsabile della conversazione? Si tratta di pubblicità, pubbliche relazioni, comunicazioni di marketing, servizio clienti? È tutto quanto qui sopra citato!

Il prossimo passo è rendersi conto che i messaggi non sono conversazioni.

È qui che la maggior parte delle aziende crolla nel marketing tradizionale. Le persone semplicemente non parlano o sentono le cose più in quel modo.
Doc Searls, dice: “Non c’è mercato per i messaggi”.

La nuova frontiera è un “hub tra l’azienda e i suoi clienti”.

È il nuovo servizio clienti, che fonde marcom, PR e relazioni con i clienti, tutto in un unico reparto.
Tutto ciò che stiamo integrando nel marketing mix è mirato a stimolare e coltivare non solo le conversazioni, ma i rapporti. È umanizzare le aziende ed i loro prodotti e servizi in modo che siano importanti per le persone.

Ho deciso di iniziare questo blog per diversi motivi: per testimoniare le esperienze in ambito tecnologico e del Digital Marketing, per metterle in campo, ovvero per metterle a disposizione delle aziende e degli imprenditori in genere ed anche del settore del food. Si! del food, perché negli ultimi cinque anni mi sono occupato anche di questo. Vorrei che altre aziende ed imprenditori abbiamo maggior successo nell’utilizzo delle tecnologie e delle metodologie, anche per evitarne anche l’uso sbagliato o “fuori tempo”

Ma torniamo al settore specifico di cui mi sono occupato negli ultimi tempi, oggi il settore del food è uno dei più complessi in cui operare ed è sempre più necessario avere un mix di competenze, di cucina, organizzazione logistica, gestione del personale, gestione economico-finanziaria, marketing e così via. Operare in questo settore quindi non è da meno che operare in altri settori come quello industriale. Ad esempio il costo di produzione diventa “food-cost” e le altre leve finanziare e organizzative si esasperano proprio per i tempi (veloci) nei quali opera il settore. Basti pensare al turnover del personale, oppure al tempo di fornitura, trasformazione e quindi di produzione del prodotto. L’esigenza di una innovazione nel settore della ristorazione – ad esempio – è ormai stata determinata dal cambiamento delle abitudini delle persone che non fanno più le cose come le facevano 10 anni fa. Hanno cambiato gusti, modi di interagire e di comunicare.

Conosco una persona che ormai prenota al ristorante utilizzando solo WhatsApp

La prenotazione dell’hotel oggi avviene per il 81% dei casi attraverso le transazioni online, mentre le prenotazioni online al ristorante sono al 36% ed in costante aumento. Questo è un cambiamento che è conseguente alle abitudini delle persone che sono costantemente collegate alla rete e costantemente “mobili”. E’ quindi fondamentale che questo settore si adegui ad un processo di cambiamento tecnologico ma anche di comunicazione digitale.

Esistono clienti che non visitano le attività per le quali non esistono recensioni

Le regole del marketing per i ristoranti sono cambiate. Prima per promuovere un locale si dovevano acquistare spazi pubblicitari sulla stampa e le radio locali. Oggi questo non basta se il ristorante non ha una buona presenza digitale poiché è in rete che i clienti cercano ispirazione.

Tratterò le opportunità strategiche ed i modi di azione che ciascuna azienda o imprenditore possono cogliere per migliorare i processi di comunicazione ma anche di funzionamento interno.

Andrea Ciofani

Se sei nuovo di questo BLOG puoi iniziare da qui